Il progetto idrico in Ecuador

Il progetto idrico in Ecuador

Il rapporto dell’Ecuador con l’acqua è molto particolare.
Infatti nel paese, come nel resto dell’America Latina, esiste un’elevata disponibilità di risorse idriche, se si comparano le riserve d’acqua con la popolazione: ma nella regione latino americana ben 34 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. E, nonostante l'Ecuador possieda un ben un terzo dell’acqua dolce del pianeta, questa non è ripartita in maniera equa nemmeno nel territorio stesso.
Ad esempio, nella zona andina non esistono acquiferi sotterranei: la disponibilità d’acqua dipende praticamente solo dalle precipitazioni atmosferiche e dalla conservazione di un ecosistema molto particolare, il cosiddetto Páramo Andino. I páramo sono estremamente importanti perché hanno un'enorme biodiversità: il 60% delle specie vegetali sono endemiche, ovvero presenti solo in quella parte del mondo. Inoltre, i páramo "riforniscono" di acqua i fiumi, laghi e luoghi di raccolta vicini, e la conservano attraverso la loro vegetazione.


Nonostante questo, in queste zone la disponibilità d’acqua è molto bassa, se non addirittura inesistente.
Quindi, anche se a livello nazionale la copertura dell’acqua potabile è superiore al 70%, nelle zone rurali le famiglie che hanno accesso all’acqua potabile sono solo il 35%. Le comunità coinvolte dal progetto idrico WAMI si trovano proprio nella zona andina del paese, nella regione centrale della Sierra dell’Ecuador: la maggior parte delle famiglie sono indigene e contadine, che si dedicano principalmente all’agricoltura familiare. In particolare, nella zona di questo progetto idrico, solo il 22% della popolazione aveva accesso all’acqua e Il resto della popolazione attingeva acqua per consumo umano direttamente da fiumi e sorgenti.